Fare la giusta pressione
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Un eroinomane non ha necessariamente la stessa realtà sulla dipendenza delle persone che non fanno uso.
Ad esempio potrebbe non avere amici, lavoro o entrate. Potrebbe avere seri problemi di salute eppure potrebbe credere di stare facendo bene nella vita.
Molti ragazzi hanno avuto forti overdose rischiando seriamente la morte eppure hanno continuato ad usare droghe lo stesso giorno seguente.
Questo potrebbe sembrare un comportamento da pazzi, in realtà è solo una parte della sofferenza che circonda il tossicodipendente.
Esistono pressioni dall'ambiente che di tanto in tanto forzano il dipendente a decidere se continuare a drogarsi o chiedere aiuto.
Pendenze legali che potrebbero diventare condanne definitive, il rischio di perdere la moglie o il lavoro, sono tutte possibili situazioni in cui la persona ha la sufficiente pressione per combattere la dipendenza e chiedere aiuto. A questo punto si potrebbe presumere che il tossicodipendente stia chiedendo aiuto solo per evitare la prigione o per non perdere la famiglia, valutazione che in molti casi risulta essere vera. Resta il fatto che una persona chiede aiuto soltanto quando qualcosa o qualcuno lo spinge fuori dalla zua "zona di comfort", obbligandolo a prendere una decisione. Gli eroinomani che hanno accesso al denaro, un posto dove vivere, persone che sono d'accordo con lui e con il suo abuso, non finiranno mai di usare droga. Loro semplicemente "non hanno un problema".
Capire questo risulta essere cruciale per qualsiasi tipo di intervento.
La famiglia deve fare una continua pressione e attuare delle vere e proprie restrizioni e continuare in ogni momento a manifestare il suo disaccordo.
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